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Musicoterapia e disabilità: strategie riabilitative e terapeutiche

 In Musicoterapia

Quali effetti può conseguire la Musicoterapia sullo sviluppo di persone affette da disabilità, disturbi emotivi o disabilità motoria?
La musica è un linguaggio universale a cui tutti possono partecipare e che può guidare attraverso tutte le condizioni interiori, dalle più superficiali e insignificanti alle più profonde e intensamente personali. Il diversamente abile, spesso, non è in grado di assimilare le esperienze della vita, può sentirsi confuso perché sbaglia nell’interpretarle, può fraintenderle, può avere poca o nessuna fiducia nelle capacità della sua stessa psiche. Le sue risposte alla vita possono essere distorte dalla paura o dall’ansietà; può vivere in un vortice di emozioni o, al contrario, la sua coscienza può essere interessata solamente a frammenti della realtà. 

Per la persona affettivamente immatura o disturbata, l’esperienza del linguaggio emotivo della musica è invitante: l’esistenza stessa delle melodie gli procura sicurezza, lo induce ad usare espressivamente il suo corpo o la sua voce. Le strutture ritmo-melodiche divengono così un sostegno per le sue attività, un ordine che favorisce il controllo e la coordinazione dei movimenti, oltre che una base d’esperienza per lo sviluppo della sua personalità e per la sua integrazione, sia individuale sia sociale. Di questa potenzialità la Musicoterapia fornisce una testimonianza che nasce da un’attività più che decennale. A chi la sperimenta, comunica la stessa carica umana, di comprensione e di entusiasmo, che accompagna gli tessi in una esperienza profonda e coinvolgente. 

Ci sono moltissime ricerche che mostrano che la musica è molto motivante per i bambini, (specialmente per chi soffre di disabilità) – ha spiegato la dottoressa Kate Williams un esperta di musicoterapia e disabilità a scuola – ed è molto raro trovare un bambino la cui attenzione non sia catturata dalla musica. La musica e il cervello funzionano bene insieme, e stimolando le aree ritmiche del cervello si possono stimolare le risposte motorie e i riflessi; ci sono anche i collegamenti nel cervello tra musica e linguaggio. Molta di questa ricerca è stata fatto con gli adulti, ma la stessa si applica con i disabili ”. Questo approccio rappresenta un aiuto fondamentale perché soffre di disabilità motoria e cognitiva.

COME SI SVOLGE UN LABORATORIO DI MUSICOTERAPIA PER DISABILI

L’impostazione delle attività di laboratorio mira a proporre situazioni e azioni significative, possibilmente attraenti e accattivanti, capaci di suscitare curiosità, interesse e motivazione. Particolare attenzione viene posta alle risposte ed agli atteggiamenti osservati/ricevuti sia dal singolo che dal gruppo, i quali fungono da riferimento per costruire proposte funzionali e adeguate agli obiettivi terapeutici. Gli stimoli suggeriti dai pazienti vengono necessariamente valorizzati, arricchiti e ampliati attraverso la reciprocità tra musicoterapeuta e paziente stesso. Le attività tendono a coinvolgere tutti i sensi, la fantasia, il movimento, l’emotività, le funzioni cognitive, attraverso l’impiego fondamentale di tutte le potenzialità del linguaggio musicale ed alle sue commistioni con l’uso del corpo: dal canto all’ascolto, dal suono degli strumenti musicali alla danza, ricorrendo in talune occasioni anche all’utilizzo di altri mediatori artistici quali i colori, la poesia, le fiabe in musica, il movimento ritmico. Gli esiti vengono valorizzati come elementi di un processo, sia a livello relazionale che musicale, indipendentemente dalla loro valenza estetica, perché sempre in grado di creare un rapporto affettivo e/o empatico sia fra terapeuta e utente che tra utente e utente.

Tramite tecniche attive e ricettive, che ti consiglio di approfondire nell’articolo Musicoterapia Cos’è e Come si Pratica, ogni incontro è concepito come un tempo ed uno spazio sonoro- musicale e relazionale nel quale, una volta fissate le coordinate di base (rappresentate dalle attività musicali), accadono situazioni, si fanno incontri, si creano relazioni, si smuovono energie. Si inizia con proposte musicali (ascolto di musica registrata) tendenzialmente calme e rilassate, caratterizzate da ritmi lenti e melodie distese, accompagnate da esercizi guidati di respirazione e movimenti lenti, con un utilizzo spaziale dell’ambiente limitato, un coinvolgimento emotivo/affettivo marginale, talvolta sfociante in sintomi apatici o addirittura disforici; tale avvio è finalizzato a favorire il risveglio muscolare dallo stato di quiete e la contestualizzazione del momento.

Il laboratorio musicale per disabili prosegue con esperienze musicali sempre più attivanti attraverso l’impiego di strumenti a percussione, l’esecuzione di sequenze ritmiche o di danze, l’improvvisazione strumentale, e forme varie di orchestrazione, in cui progressivamente agogica e ritmo assumono un ruolo crescente fino a determinare il fulcro dell’intervento nel loro acme, stimolando nei pazienti un’azione sempre più coinvolgente a livello energetico, fisico, emotivo. La persona è invitata a mettersi in gioco appropriandosi della musica tramite il movimento di tutte le parti del corpo, sia nella postura seduta che eretta. 

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BODY PERCUSSION E DISABILITÀ

Un’altra tecnica fondamentale nel laboratorio è costituita dalla body percussion. Questo tipo di attività favorisce l’inclusione di tutti, anche chi ha una disabilità motoria e cognitiva grave, che potendo fare musica e lavorare allo stesso livello degli altri con ricadute positive sulle dinamiche di gruppo. Questa tecnica permette sperimentare direttamente sul corpo gli elementi musicali come la pulsazione, il ritmo, la metrica delle parole, la velocità. Si va inoltre ad implementare la coordinazione motoria, l’attenzione nel riprodurre i gesti proposti, la consapevolezza del proprio corpo ed inoltre, consente un processo di socializzazione tra i membri che partecipano a tale attività.

L’attività si conclude con un ritorno al clima di calma e rilassamento iniziale per recuperare uno stato emotivo equilibrato, che favorisca la dimensione relazionale con se stessi e con i familiari. 

GLI INNUMEREVOLI BENEFICI DELLA MUSICOTERAPIA

Se innumerevoli sono i benefici della musicoterapia nel trattamento della disabilità, non meno importante risulta la musica per i genitori dei bambini o soggetti disabili. Vivere la disabilità è una sfida che caratterizza la vita dei genitori, i quali sono costretti a combattere ogni giorno. Combattere contro la malattia, i pregiudizi, le discriminazioni, l’esclusione e chissà quanto altro ancora. Tutto ciò risulta una continua fonte di stress, che può essere combattuto, o quanto meno arginato, con la musicoterapia. Nelle situazioni di sconforto o durante periodi particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo, la musica svolge sempre un portentoso ruolo antistress. Infatti, l’ascolto di brani musicali particolarmente rilassanti, agisce sugli ambiti neurochimici di ricompensa, stimolo, stress ed eccitazione.

Possiamo concludere dicendo quindi che la Musicoterapia, qualora sia proposta da professionisti qualificati, si rivela un efficace strumento adatto a tutti i tipi di utenza non solo per stimolare e far emergere le emozioni ma anche per facilitare le capacità motorie e potenziare le funzioni cognitive attraverso lo stimolo della creatività. 

Come sosteneva Platone “la musica è per l’ anima quello che la ginnastica è per il corpo”.

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