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La musicoterapia al servizio dell’educazione emotiva: i percorsi individuali e di gruppo

 In Musicoterapia

Parlare di musicoterapia significa parlare di emozioni e proprio la musica diventa protagonista dell’educazione emotiva di adulti e bambini. Da diversi anni i miei percorsi individuali e di gruppo di musicoterapia a Lecce affiancano la persona nella gestione delle emozioni. Vediamo allora cosa è la musicoterapia e il suo ruolo per chi ha disturbi legati alla sfera emotiva.

Cos’è la musicoterapia

La maggior parte delle sensazioni che coinvolgono la vita dell’uomo sono difficili da esprimere a parole e questo vale soprattutto per sentimenti spiacevoli oggetto ancora oggi di tabù, come rabbia, paura, tristezza. Con la musica, invece, emozioni e sentimenti profondi trovano espressione e l’ascolto di suoni nel silenzio di un setting preparato appositamente, permette alla persona di entrare in un clima meditativo che facilita il contatto con se stesso.

Si avvertono, ascoltando con consapevolezza la musica, sofferenze inespresse e nascoste che sono toccate e avvertite anche quando non si riescono a verbalizzare. Dalla musicoterapia nascono quindi spazi simbolici in cui emergono forze di autoguarigione utili alla terapia e alla gestione di ansia e stress.

Alla base dei percorsi di gruppo e individuali di musicoterapia che propongo nel mio studio a Nardò che in laboratori itineranti in tutto il Salento si trova l’ascolto consapevole e la libera improvvisazione, dato che non si tratta di imparare abilità musicali e non si dà rilevanza alla produzione musicale. Gli strumenti vengono usati in modo ludico e al centro della attenzione c’è l’espressione di un simbolismo individuare.

La musicoterapia attiva e ricettiva

Nella musicoterapia praticata dai professionisti si è soliti distinguere tra musicoterapia attiva e recettiva.

La musicoterapia recettiva è la situazione in cui il paziente ascolta la musica suonata dal terapeuta o registrata e elabora successivamente l’esperienza in un dialogo verbale oppure attraverso l’espressione grafica.L’ascolto porta ad immaginare come in un sogno ad occhi aperti e la verbalizzazione del materiale immaginato funge da stimolo per la rappresentazione di un’immagine, una scena o di una creazione astratta. 

Nella musicoterapia attiva, invece, è il paziente stesso a cantare, muoversi e usare gli strumenti ed improvvisare insieme al conduttore.

In generale, la musicoterapia usa un mezzo non verbale e per questo è adatta a persone di diversa provenienza geografica, ma anche ai bambini, a chi non può parlare, a chi soffre di disturbi precoci o non sa esprimere sentimenti ed emozioni.

La musicoterapia nei bambini con difficoltà emotive

Accanto ai percorsi di gruppo per adulti e ai percorsi individuali per adulti, la musicoterapia si applica anche ai bambini con difficoltà emotive. Ogni persona ha la propria dinamica, ritmo e tempo ed ogni bambino ha bisogno di un’approccio musicale particolare. La mia esperienza come musicoterapeuta professionista a Lecce mi ha portato a entrare in empatia con il bambino o con l’adulto di ogni età e a procedere di volta in volta in modo nuovo sulla base di quello che emerge dal momento presente.

L’importante, quando si lavora con i più piccoli, è che il terapeuta diventi una figura amichevole, compagno di viaggio e appiglio a cui aggrapparsi. Come afferma Loos: “Se non c’è amore la terapia resta un lavoro segmentato di influenza”.

L’improvvisazione e le altre tecniche nei percorsi di musicoterapia di gruppo e individuali

Molte attività di musicoterapia si basano sull’improvvisazione, che attraverso la sperimentazione portano all’emersione di temi profondi e di un’atmosfera di sicurezza che tocca profondamente. L’improvvisazione su di un tema mirato è una tecnica ideale per chi lavora con adulti o bambini grandi, che sanno tradurre il tema sul piano simbolico musicale come narrazione o gioco di ruolo.

Un’altra tecnica è il gioco musicoterapico delle parti, rivolto in questo caso ai bimbi più piccoli che mettono in scena una storia di loro iniziativa, a patto che riescano già a simbolizzare.  Come nella musica improvvisata, anche nel gioco delle parti l’atmosfera è densa e porta il bambino a identificarsi con i vari ruoli. Con i bambini si posso utilizzare anche diverse altre tecniche mirate a stimolare le abilità cogentive e l’alfabetizzazione emotiva.

Infine, un vero professionista di musicoterapia proporrà un’atmosfera sonora immaginaria dando vita al legame tra immaginazione ed esperienze sonore immaginative. Dall’ascolto della musica emergono immagini che riguardano lo stato psichico e ci sono diversi modi per elaborarle, per esempio:

  • immaginare con i suoni creati dal gruppo o dal terapeuta nel caso della musicoterapia individuale;
  • immaginare e raccontare i suoni;
  • immaginare in silenzio e poi trasformare l’immagine in suono o rappresentarla graficamente.

I benefici di un percorso di musicoterapia a Lecce individuale o di gruppo

Perché seguire un percorso di musicoterapia a Lecce individuale o di gruppo? Come hai visto la musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che usa la musica, il suono e il ritmo come strumento di comunicazione non verbale. L’esperto di musicoterapia interviene a livello educativo, riabilitativo e terapeutico in numerose circostanze e in condizioni patologiche più o meno gravi.

Da tempo la ricerca scientifica ha dimostrato gli effetti benefici della musicoterapia e dell’interazione con il suono in termini di:

  • promozione del benessere;
  • gestione dello stress;
  • gestione del dolore;
  • miglioramento della memoria;
  • espressione dei sentimenti e miglioramento della comunicazione;
  • cura della depressione;
  • riabilitazione fisica.

In breve è possibile vedere nella musicoterapia individuale o di gruppo una sorta di medicina alternativa e complementare che agisce sull’individuo a tutto tondo, soprattutto se ci si rivolge a un professionista esperto e in piena sintonia con la persona. Per questo motivo, la musicoterapia si applica anche in:

  • patologie psichiche e neurologiche;
  • situazioni fisiologiche, come la gravidanza e nelle carceri o in riabilitazione.

Posso, nella mia esperienza, affermare con certezza che il cervello è “un grande fan della musicoterapia” ed una delle sue peculiarità è la sua sensibilità a qualsiasi strumento che emette onde di frequenza poiché tende a sintonizzarsi naturalmente con il segnale esterno. 

Contattami per saperne di più!

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